In questi giorni negli Usa si parla di una tazza che divide l’opinione pubblica, la tazza della catena internazionale di caffetterie StarbucksDal 1997 i bicchieri per il caffè sono decorati coi tradizionali simboli di Natale e gli americani sono abituati a questa “tradizione commerciale”. Quest’anno è uscita la nuova tazza, un mug rosso col logo dell’azienda rappresentante una sirena a due code stilizzata (ispirata a un personaggio di Moby Dick). Questo cambiamento è stato interpretato da molti come un affronto verso la cristianità, una mancanza di rispetto verso Gesù, il Natale e la storia stessa dell’America.

starbucks-2011-vs-2015-www.trappolini.eu

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Tutti i media (soprattutto i social) statunitensi ne parlano e quasi il 70% della popolazione pare abbia un sentimento negativo nei confronti della scelta di Starbucks. La polemica ha portato la stessa azienda a dare una spiegazione: «Volevamo una tazza che celebrasse la semplicità e il silenzio». La storia continua tra difensori e detrattori.

In Italia invece un’altra azienda molto attenta all’immagine ha scelto la strada dell’unità…d’Italia. La campagna dichiara: “Con Nutella tutta l’Italia ha il suo Buongiorno” e sono stati coinvolti esperti delle università italiane per le ben 135 espressioni dialettali divise in 16 diverse zone linguistiche. Ci saranno etichette da applicare al vaso che andranno dal sardo ajò! al lombardo uelà, dal toscano ovvìa! al mio dialetto, il romanesco, con un classico buongiorno: svéjete!

Nutella dialetti - www.trappolini.eu

Nutella dialetti – www.trappolini.eu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sul sito della nutella si può anche scaricare il piccolo “manuale linguistico dell’entusiasmo” che è un piccolo viaggio nell’Italia dei dialetti, iniziativa che apprezzo molto.

Due risultati differenti per due aziende sempre molto attente all’immagine.

Il mio personale giudizio sulla scelta di Starbucks è che avrebbe dovuto tener conto della cultura statunitense: non era difficile prevedere il clamore di questi giorni e non credo che questa scelta sia stata fatta per far parlare di se, perché Starbucks in America è praticamente “un’abitudine quotidiana”. Per quanto riguarda la scelta dei creativi di Nutella il mio giudizio si racchiude in un romanesco j’ammòlla!